#3 Stay Outside🌲
Ma tu la conosci la vera storia dei Bivacchi ?
Per chi mi segue già da un pò, sa quanto mi piace andare in bivacco. Sono sempre supper affascinata da queste piccole baite/scatolette di latta disperse nelle montagne. Da qualche tempo a questa parte noi (compresa me stessa) utilizziamo i bivacchi nel modo errato, perchè non erano propriamente studiati per passatemi il termine “fare una nottata fuori aggratis”. Quindi voi sapete la vera storia dei Bivacchi ?
Tutto parte nel 1925, quando Lorenzo Borelli ebbe un’idea geniale: creare piccoli rifugi in quota per dare un riparo agli alpinisti durante le ascensioni più lunghe. Insieme a suo fratello Mario e ad altri appassionati, costruì i primi bivacchi in lamiera ondulata, abbastanza grandi da ospitare quattro o cinque persone. Il bello di queste strutture? Erano leggere, facili da trasportare e da montare, perfette per essere posizionate in luoghi isolati. I primi furono installati sul Monte Bianco e, da quel momento, sono diventati un punto di riferimento per gli escursionisti più esperti.
Negli anni successivi, i bivacchi si sono evoluti. L’ingegnere Giulio Apollonio migliorò il design, rendendoli più spaziosi e funzionali, con letti a cuccetta che si trasformavano in tavoli.
Poi arrivò Charlotte Perriand, un’architetta visionaria che progettò bivacchi futuristici su trampoli, quasi come se fossero delle mini-stazioni spaziali!
Oggi ce ne sono di ogni tipo, da quelli più spartani a quelli dal design super moderno, come il Bivacco Luca Vuerich o il Bivacco Città di Cantù. Ma il loro scopo resta lo stesso: offrire un rifugio sicuro a chi affronta la montagna, non diventare un’alternativa gratuita ai rifugi.
Ed è proprio questo che mi affascina: i bivacchi rappresentano lo spirito più autentico dell’alpinismo. Nessun comfort extra, solo l’essenziale per ripararsi, condividere lo spazio con altri escursionisti e godersi la montagna nel modo più puro possibile.
E voi quali avete visitato ?





