#8 Stay Outside 🌲
Il mio cammino di Santiago (Portoghese) - Parte 1




Sinceramente non so ancora bene perché ho deciso di fare il Cammino di Santiago. Se ci avessi pensato qualche anno fa, mi sarei detta: “Tu, il Cammino di Santiago? Ma va là!”. E invece eccomi qui, a raccontartelo, dopo settimane da quando l’ho vissuto e dopo tanto tempo senza scrivere una newsletter.
All’inizio dell’anno stavo passando un periodo piuttosto pesante. Io e il mio fidanzato stavamo cercando casa e, tra varie situazioni non proprio piacevoli, a un certo punto sono andata completamente in tilt. Dentro di me, però, sentivo chiaramente che avevo bisogno di qualcosa per staccare, per ritrovare un po’ di lucidità e stare meglio con me stessa.
In quel periodo mi erano capitati sotto gli occhi i video di Giulia Grollo (la salutiamo 👋🏻), che aveva fatto il Cammino l’estate scorsa. Mi ero completamente innamorata dei paesaggi e delle sensazioni che raccontava — anche se sapevo che ognuno poi vive quell’esperienza a modo suo. Però qualcosa mi era rimasto dentro, e piano piano mi sono convinta: volevo provarci anch’io.
Sapevo già che non sarebbe stato un viaggio “di montagna” (spoiler: ce n’è davvero poca, ahah), ma qualcosa di più introspettivo. Avevo tante domande in testa e, in qualche modo, sentivo che quel viaggio poteva aiutarmi a fare un po’ di chiarezza.
E poi sì, uscire dalla comfort zone: è una di quelle cose che senti dire mille volte, ma finché non lo fai davvero non capisci quanto possa cambiarti la prospettiva.
Così, a gennaio, ho prenotato i voli per Porto. Sapevo di non avere abbastanza tempo per fare tutti i 280 km, avevo solo una settimana di ferie, quindi ho scelto il percorso sulla costa. Volevo vedere l’oceano a tutti i costi. Sono partita da Caminha, un piccolo paese al confine tra Portogallo e Spagna, e da lì ho percorso circa 165 km fino a Santiago.
Sono partita il 28 marzo: ho passato una notte a Porto e il giorno dopo ho preso un treno per raggiungere il punto di partenza del mio Cammino.
La settimana prima di partire, però, ero in ansia totale. Non avevo idea di cosa mettere nello zaino, anche perché il meteo era super incerto. Ho fatto mille ricerche, cambiato idea almeno dieci volte… ma alla fine sono riuscita a prepararlo.
Eccolo qui:
Alla fine nello zaino ho messo molte meno cose di quelle che pensavo mi sarebbero servite. E col senno di poi forse è stata una metafora abbastanza perfetta anche del periodo che stavo vivendo: avevo la testa piena di pensieri, aspettative, ansie… ma durante il Cammino ho capito che riuscivo a stare bene anche con molto meno.
Non mentirò dicendo che sia stato tutto magico o illuminante. Ci sono stati momenti bellissimi, altri faticosi, giornate lunghissime e piedi distrutti. Però per la prima volta dopo mesi sentivo di stare davvero rallentando.
Camminare per ore ti lascia tantissimo spazio per pensare, ma a un certo punto anche per smettere di farlo. E credo fosse proprio quello di cui avevo bisogno.
Non so ancora bene perché abbia deciso di fare il Cammino di Santiago.
Però so che in quel momento ne avevo bisogno.
Ci sarebbero altre mille cose da raccontare: le persone incontrate, i momenti difficili, i silenzi, l’oceano.
Ma magari queste le tengo per un’altra newsletter ☺️


Sono emozionata! Farò lo stesso percorso dal 19 al 30 agosto: partenza da Caminha fino a Santiago ✨ I biglietti li ho presi anch’io a gennaio, credo di avere bisogno di questo cammino da mesi ormai.
Seguirò le tue newsletter con grandissimo piacere…e forse con ancora più curiosità sapendo che tra poco quei posti li attraverserò anch’io.